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Punzoni d’argento: come identificarli

Di StoneX Bullion

I marchi dell'argento vengono utilizzati nel Regno Unito da centinaia di anni. Questi piccoli simboli impressi rivelano molto sulla storia, la qualità e l'autenticità di un oggetto: dove è stato saggiato, chi lo ha prodotto e in quale anno è stato marchiato.

Sebbene i marchi dell'argento non siano tipicamente utilizzati nel mondo dei prodotti da investimento in lingotti, saperli interpretare può aiutare a verificare l'autenticità e il valore di argento antico o cimeli di famiglia. In questa guida illustriamo tutto ciò che è necessario sapere sui marchi dell'argento e su come leggerli.

Cosa sono i punzoni dell'argento?

I marchi dell'argento sono piccoli punzoni che attestano l'autenticità, l'origine e la purezza di un oggetto in argento. Nel Regno Unito, la marchiatura è un requisito legale da secoli e rappresenta una forma di tutela del consumatore che garantisce il contenuto metallico dell'argento. Questi marchi vengono apposti dagli uffici di saggio ufficiali e costituiscono una garanzia di qualità, analoga a un sigillo di certificazione.

Cosa significano i marchi dell'argento?

Ogni marchio dell'argento ha un significato specifico. Uno dei simboli più riconoscibili nella marchiatura britannica è il leone passante (lion passant), utilizzato dal XVI secolo per indicare l'argento sterling (purezza del 92,5%).

La figura della Britannia è stata invece utilizzata tra il 1697 e il 1720 per indicare lo standard di purezza più elevato del 95,83%, noto come argento Britannia.

I quattro principali tipi di marchi dell'argento sono:

  • Marchio del produttore: identifica l'orefice o la società che ha realizzato il pezzo.
  • Marchio dell'ufficio di saggio: indica dove l'oggetto è stato testato e marchiato (ad esempio Londra, Sheffield, Birmingham o Edimburgo).
  • Marchio di purezza: indica la purezza dell'argento, solitamente rappresentata da un numero (ad esempio 925 per l'argento sterling).
  • Lettera di data: è una lettera assegnata a uno specifico anno, utile per determinare l'età dell'oggetto.

Tra il 1784 e il 1890, quando fu introdotta una tassa sull'oro e sull'argento, veniva utilizzato anche un marchio fiscale. Questo marchio riportava il profilo del monarca regnante dell'epoca e attestava il pagamento dell'imposta.

Per saperne di più: Quali sono le migliori monete d’argento da investimento?

Argento antico e storia della marchiatura

La marchiatura dell'argento nel Regno Unito risale a oltre 700 anni fa, rendendola una delle forme più antiche di tutela del consumatore. La storia ha inizio nel 1300, quando il re Edoardo I introdusse una legge che imponeva a tutto l'argento di rispettare lo standard sterling, ovvero una purezza minima del 92,5%. Per garantirne il rispetto, su tutti gli oggetti in argento sterling veniva impressa la testa di leopardo, un simbolo ancora oggi utilizzato per identificare i pezzi saggiati dall'ufficio di saggio di Londra.

Inizialmente, tutti gli oggetti in argento venivano marchiati alla Goldsmiths' Hall di Londra; nel tempo, tuttavia, vennero aperti altri uffici di saggio in tutto il Regno Unito. Edimburgo esegue la marchiatura dell'argento dal XV secolo, mentre Birmingham e Sheffield aprirono i propri uffici di saggio nel 1773 in virtù di un atto parlamentare. A Dublino, un ufficio di saggio è attivo dal XVII secolo.

Ogni città sviluppò il proprio marchio distintivo:

  • Ufficio di saggio di Londra: testa di leopardo
  • Ufficio di saggio di Edimburgo: castello a tre torri (dal 1485); lo standard di purezza fu indicato dal cardo scozzese fino al 1975, quando venne sostituito dal leone rampante
  • Ufficio di saggio di Sheffield: corona, sostituita da una rosetta nel 1974
  • Ufficio di saggio di Birmingham: ancora
  • Ufficio di saggio di Dublino: arpa coronata, con l'aggiunta della figura di Hibernia nel 1731

La prassi della marchiatura nel Regno Unito rende l'argento britannico e irlandese tra i più tracciabili al mondo.

Per saperne di più: Guida ai regali in argento

I centri regionali di marchiatura

Il Regno Unito ospitava un tempo diversi centri regionali di marchiatura, ciascuno con il proprio marchio distintivo. Molti di questi hanno cessato l'attività nel corso del tempo, rendendo i loro punzoni rari e molto ricercati dai collezionisti.

Alcuni uffici di saggio regionali, come quello di Norwich, smisero di marchiare l'argento già nel 1701, mentre altri, come Glasgow e Chester, continuarono fino agli anni Sessanta del Novecento. I collezionisti ricercano spesso l'argento proveniente da questi uffici dismessi proprio per il loro valore storico aggiuntivo. Se si trova un vecchio oggetto in argento recante uno di questi marchi, è possibile che si stia tenendo in mano un pezzo di storia.

Ufficio di saggio Anno di chiusura Marchio
Chester 1962 Tre covoni di grano e una spada
Exeter 1883 X coronata o castello a tre torri
Glasgow 1964 Albero, uccello, campana e pesce
Newcastle upon Tyne 1884 Tre torri separate
Norwich 1701 Leone passante coronato e rosetta coronata
York 1856 Mezza testa di leopardo, mezzo giglio araldico; in seguito cinque leoni passanti su una croce

Uffici di saggio britannici storici ormai chiusi e i relativi marchi di garanzia.

L'argento provinciale scozzese e irlandese

In Scozia e in Irlanda, molti argentieri scelsero di non inviare le proprie opere ai principali uffici di saggio (come quelli di Edimburgo, Glasgow o Dublino) per la marchiatura ufficiale; il motivo è che preferivano invece imprimere sulle proprie creazioni marchi del produttore personalizzati, marchi di città o altri simboli. Questa scelta era spesso dettata da ragioni pratiche, semplicemente perché recarsi a un ufficio di saggio poteva richiedere molto tempo e comportare rischi.

Per questo motivo, l'argento provinciale scozzese e irlandese è raro e molto apprezzato dai collezionisti. Molti argentieri di Cork, Limerick e altre città irlandesi si limitavano a imprimere sulla propria opera la parola "Sterling" accompagnata dalle proprie iniziali, anziché utilizzare un set completo di marchi.

In Scozia, più di trenta città diverse avevano argentieri locali (noti come hammermen), ciascuno con i propri marchi distintivi, il che ha dato origine a un'enorme varietà di simboli e punzoni per l'argento provinciale scozzese. Esistono pubblicazioni specializzate per aiutare a individuare e identificare questi marchi unici.

Come leggere i marchi dell'argento

Vediamo come si leggono i marchi dell'argento e quali sono i punzoni più comuni presenti sull'argento britannico.

Dove trovare il marchio

Il primo passo per leggere un marchio dell'argento è sapere dove cercarlo. La posizione dei marchi varia a seconda dell'oggetto:

  • Le posate, come i piatti in argento, sono solitamente marchiate sul retro, vicino al manico o al bordo piatto.
  • Gli oggetti cavi, come ciotole o teiere, riportano spesso il marchio sulla base, sul coperchio o vicino al bordo.
  • I marchi dei gioielli si trovano solitamente sui fermagli, sulla parte interna delle fasce (per gli anelli) o sul retro dei ciondoli.

Consiglio: se il marchio è difficile da leggere, prova a soffiare sull'oggetto; la condensa può aiutare a far emergere i dettagli.

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Da sinistra a destra, questi marchi mostrano il marchio del produttore, il leone passante, il marchio della città di Londra, la lettera di data di Londra del 1935 e un marchio commemorativo del Giubileo d'argento di re Giorgio V nel 1934/35. (Fonte).

Il marchio di standard

Il marchio di standard è uno dei punzoni più importanti in quanto conferma che un oggetto è realizzato in argento autentico. Sulla maggior parte degli oggetti in argento si trova il marchio del leone passante, che indica l'argento sterling. Questo marchio viene utilizzato da secoli per attestare la qualità degli oggetti in argento.

Esistono due versioni del leone passante:

  • La versione originale, nota come lion passant guardant, mostra la testa del leone rivolta verso il fronte.
  • La versione "moderna", aggiornata nel 1822, mostra la testa del leone rivolta verso sinistra.

Oltre al leone passante, su alcuni oggetti si può trovare la figura della Britannia, che indica una purezza del 95,83%. Lo standard dell'argento Britannia fu introdotto nel 1696 nel tentativo di contrastare la pratica di fondere le monete d'argento in circolazione per ricavarne altri oggetti.

Per saperne di più: Come si legge una moneta: diritto, rovescio, bordo e iscrizioni

Nel 1720 lo standard di purezza tornò a quello dell'argento sterling, pertanto il marchio Britannia smise di essere utilizzato sulla maggior parte degli oggetti in argento. Tuttavia, è ancora visibile oggi su pezzi speciali realizzati secondo il più elevato standard di purezza del 95,8%.

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La versione originale del lion passant guardant (Fonte).
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Il design moderno (Fonte).

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Lo standard Britannia (95.8% purezza) [sinistra] (Fonte).

Il marchio della città

Il marchio della città identifica il luogo in cui un oggetto in argento è stato sottoposto alla prova di purezza. Ogni ufficio di saggio ha il proprio marchio distintivo: ad esempio, il marchio della città di Londra è la testa di leopardo, mentre quello di Birmingham è un'ancora.

Puoi trovare un elenco dei marchi di città più comuni nella sezione precedente di questo articolo.

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l marchio della città di Londra (Fonte).
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Il marchio della città di Birmingham (Fonte).

La lettera di data (anno di saggio)

La lettera di data indica quando un pezzo è stato saggiato, ovvero sottoposto alla prova di purezza. Aiuta inoltre a identificare il touch warden, ovvero il responsabile del controllo della purezza dell'argento per quell'anno. Questo marchio non è più obbligatorio dal 1999, ma può essere uno strumento prezioso per datare oggetti in argento, soprattutto gli antichi.

In passato, la lettera di data cambiava ogni anno, con una nuova lettera introdotta ogni gennaio. Una volta esaurito l'intero alfabeto, dopo 26 anni, un nuovo ciclo ricominciava con un diverso stile di lettere o di scudo. Questo sistema rendeva agevole la datazione degli oggetti in argento, ma a volte si verificavano piccole variazioni ed eccezioni che generavano anomalie.

Sebbene la lettera di data fosse generalmente concepita per rappresentare un singolo anno, fu solo nel 1975 che tutti gli uffici di saggio iniziarono a cambiare le lettere il 1° gennaio di ogni anno. In precedenza, ogni ufficio modificava le proprie lettere in momenti diversi dell'anno, motivo per cui su alcuni oggetti in argento si può trovare un'indicazione con un intervallo di due anni.

Per decifrare le lettere di data è necessaria una guida, che può essere trovata sia in formato cartaceo che online.

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Una lettera di data del 1915 (Fonte).
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Una lettera di data di un altro ciclo del 1935 (Fonte).

Il marchio del produttore

Il marchio del produttore indica chi ha realizzato l'oggetto in argento o, più precisamente, la manifattura di provenienza. A differenza degli altri marchi, il marchio del produttore non identifica il singolo artigiano, ma l'azienda o la bottega responsabile della realizzazione del pezzo.

Dal 1739, il marchio del produttore è composto dalle iniziali del fabbricante o dell'azienda. In precedenza, includeva le prime due lettere del cognome del fabbricante e talvolta simboli o dispositivi araldici. Conoscere la lettera di data facilita l'identificazione del marchio del produttore, perché consente di risalire al periodo in cui era attivo.

Per chi desidera approfondire lo studio dei diversi marchi dei produttori, esistono utili pubblicazioni e guide online. Il libro di Sir Charles Jackson English Goldsmiths and their Marks è il testo più autorevole sull'argomento e rappresenta uno strumento di riferimento fondamentale per l'identificazione dei marchi.

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Un marchio del produttore in rilievo (cameo) (Fonte).
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Un marchio del produttore inciso (intaglio) (Fonte).

Il marchio fiscale

Il marchio fiscale compare su molti oggetti in argento del periodo georgiano e vittoriano come attestazione del pagamento dell'imposta sui metalli preziosi. Tra il 1784 e il 1890, sugli oggetti in oro e argento veniva applicata un'accisa; gli uffici di saggio erano responsabili della riscossione di questa tassa, e il marchio fiscale veniva impresso sull'oggetto a conferma dell'avvenuto pagamento.

Come marchio fiscale veniva solitamente utilizzata la testa del sovrano regnante. I due marchi fiscali dell'epoca di re Giorgio III e della regina Vittoria ne sono esempi caratteristici.

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Marchio fiscale dell'epoca di re Giorgio III | Immagine 2: Marchio fiscale dell'epoca della regina Vittoria (Fonte).

Il marchio commemorativo

Alcuni oggetti in argento recano marchi commemorativi speciali per celebrare eventi significativi. Ad esempio, un profilo della regina Elisabetta II rivolto verso destra è stato utilizzato per commemorare il suo Giubileo d'oro nel 2002, mentre un marchio a forma di diamante è stato emesso da luglio 2011 a ottobre 2012 per celebrare il suo Giubileo di diamante.

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Immagini: Vari esempi di marchi commemorativi (Fonte).

Il confronto con il sistema di marchiatura italiano

Se sei abituato a osservare i marchi sull'argenteria italiana, noterai subito che il sistema britannico è molto più articolato. In Italia, dal 1968 (Legge 30 gennaio 1968, n. 46, e successivo D.P.R. 1496/1970, oggi confluiti nel D.Lgs. 251/1999) ogni oggetto in argento deve riportare solo due marchi obbligatori:

  • Il marchio di identificazione del produttore: una losanga contenente un numero identificativo, la sigla della provincia in cui l'azienda ha sede legale e una stella a cinque punte.
  • Il titolo della lega, espresso in millesimi (800, 835 o 925) e racchiuso in un ovale.

Non esistono, a differenza del sistema britannico, un marchio dell'ufficio di saggio che indichi la città di marchiatura, una lettera di data che identifichi l'anno, né un marchio di sovrano legato al pagamento di una tassa. Il sistema italiano è quindi pensato principalmente per rintracciare il produttore e garantire il titolo della lega, mentre quello britannico permette di ricostruire anche dove e quando un pezzo è stato saggiato; si tratta di un dettaglio che rende l'argento antico inglese e scozzese particolarmente ricercato dai collezionisti per la sua tracciabilità storica.

Per l'argenteria italiana più antica, prodotta prima del 1934, i marchi possono variare ulteriormente: la Legge 5 febbraio 1934, n. 305 introdusse per la prima volta un marchio identificativo uniforme per gli argentieri, sostituendo i sistemi precedenti in vigore nei singoli Stati pre-unitari e poi nel Regno d'Italia dal 1872.

I marchi dell’argento sono parte della storia inglese

I marchi dell'argento sono un affascinante frammento di storia britannica che può rivelare molto sulla qualità, l'autenticità e l'età di un oggetto. Che si tratti di un antico oggetto in argento, di un gioiello o di un cimelio di famiglia, comprendere questi marchi consente di scoprire un ulteriore livello di significato negli oggetti in argento, rendendoli ancora più preziosi.

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